Massimo Malpighi a traditionalist innovator

13/12/2019
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Déshabillé Magazine è stata supportata per l’evento Look@me da partners sostenibili ed attivi nel sociale, fra questi siamo orgogliosi di poter citare l’ Acetaia Malpighi, simbolo di eccellenza per il nostro territorio.
Abbiamo quindi incontrato l’imprenditore Cav. Massimo Malpighi che, attraverso la propria vision, unisce innovazione e tradizione fondendole in una preziosa goccia di oro nero, il balsamico tradizionale di Modena.

Déshabillé Magazine received support for the Look@me event by partners that are sustainable and committed to social involvement. Among the various partners, we are very proud to have Acetaia Malpighi, a symbol of Italian culinary excellence.
We met the entrepreneur Cav. Massimo Malpighi, who through his vision, merged innovation and tradition, melting them in a precious drop of black gold- the traditional Balsamico of Modena.

 

Massimo, la tua famiglia vanta cinque generazioni di produzione dedicata all’Aceto Balsamico e non solo, come pensi si sia trasformato il ruolo imprenditoriale?

10905983_743926172368883_4787726026639366570_nSi è sicuramente trasformato in maniera complessa, oggi essere imprenditore significa affrontare numerose problematiche legate alla burocrazia.
E’ necessario conoscere molteplici aspetti, ma anche essere in grado di ‘delegare’ ed avere ottimi collaboratori con cui portare avanti l’impresa a beneficio di tutti. Oggi avere un’ottima idea non basta, in passato era certamente molto più semplice fare impresa, ora le dinamiche sono cambiate. Servono capisaldi forti, un esempio a cui ispirarsi, bravissimi collaboratori, meritocrazia e credere fortemente nelle proprie azioni.

 


Massimo, your family boasts of five generations dedicated to the production of Aceto Balsamico as well as other products. How do you think the entrepreneur profile has changed?

 

Of course, the entrepreneur profile has made a deep transformation in a complex way. Nowadays being an entrepreneur means coping with problems linked to our bureaucracy, you have to acknowledge many aspects, and surround yourself with a pool of capable collaborators you can count on in order to delegate to let the company grow for everyone’s benefit.

Today, a good idea is not enough. In the past, building your own company and business was easier, but now trends have changed; you’ll need strong pillars, a model that inspires you, good staff, meritocracy and a strong belief in your own actions.

 

Parliamo di tradizione e innovazione, com’è possibile coniugare un prodotto come l’aceto balsamico, forse uno dei prodotti italiani  simbolo dello slow food con i ritmi di business odierni?

 

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L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è un grande prodotto del Made in Italy e, tra le proprie caratteristiche, ne spicca una molto importante: ti offre l’opportunità di dedicare un momento, un frangente in cui fermarti, riflettere, assaporare in qualche goccia tutta la tradizione e la storia che questo oro nero, invecchiato per anni all’interno di antiche acetaie, può trasmettere. Ritengo ciò un grande valore aggiunto: in un momento storico in cui tutto scorre così veloce, in modo effimero, ecco che il Balsamico è un prodotto slow, che ti racconta come il tempo passa, di come utilizzandolo a piccole gocce, tu possa davvero dedicarti “una coccola”.

 


Let’s talk about traditions and innovation. How can we combine a product like the traditional Balsamico of Modena; a symbol of slow food in Italy, with current business rhythms?

 

The traditional Balsamic vinegar of Modena is one of the main “Made in Italy” products, and among its many features, it offers the opportunity to stop, reflect, and enjoy the tradition and history of Modena in a precious drop of black gold aged in ancient vinegar cellars. In an ephemeral time when everything moves fast, the traditional Balsamic vinegar of Modena keeps it slow, narrating a story of time passing by and making you feel cuddled with the taste of a few drops.

 

Qual è il tuo modello imprenditoriale? Da chi trai ispirazione?

fotopag2_7Ho la fortuna di avere davanti agli occhi un bellissimo modello: mio padre, quarta generazione dell’Acetaia, maestro degustatore AED ma soprattutto grande conoscitore di Balsamico, innamorato di questo prodotto che ancora oggi riesce a raccontare con passione ed inestimabile competenza, alle persone che accogliamo nella visita delle nostre acetaie.
Un modello che posso studiare ogni giorno, plasmandolo in funzione della realtà odierna che mi trovo a vivere.

 
How do you get inspired? Who’s your business model?

 

I’m blessed to have a wonderful role model by my side, my father. He’s a fourth generational owner of Acetaia (traditional vinegar factory), expert AED (expert taster association) taster, and above all else, a strong connoisseur of Balsamic vinegar who’s deeply in love with his own product. He’s passionate and competent while explaining the product to the people who come to visit our vinegar factories, he’s a model I can study every day.

Consigliere del Consorzio Antiche Acetaie, hai ricoperto il ruolo di presidente Ascom-Confcommercio Modena, cosa vedi nel futuro del tuo prodotto e del territorio da cui proviene?

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Il territorio di Modena è meraviglioso e di questo la nostra città deve iniziare ad avere sempre più consapevolezza.Se Modena avrà la forza di coniugare le grandi manifatture con una forte vena turistica, l’attenzione al dettaglio, un continuo migliorarsi in termini estetici, urbanistici e di marketing territoriale, credo potremo soffrire meno ed avere nuove leve che portino ricchezza. Le caratteristiche per fare questo passo ci sono tutte, mi auguro che da parte della collettività e della amministrazione ci sia il buon senso nel fare rete e nel comprendere questo aspetto. Per quanto riguarda i consorzi, sono un baluardo fondamentale per le nostre tutele, l’Italia deve iniziare ad amare di più i propri prodotti e l’importanza di tutelarli. In tutto questo devono essere parte integrante ed attiva per conservare la qualità di ciò che produciamo proteggendolo dalle imitazioni provenienti da tutto il mondo.


Director of the Antiche Acetaie consortium, you served as president of Ascom-Confcommercio Modena, what do you see in the future of your product and its hometown?
 

Modena is gorgeous and our city should be conscious of this. We can see new talents that will enrich our society if Modena can connect big manufacturers with a high level of tourism, and focus on attention to detail, a continuous pursuit of aesthetical improvement, urban planning and marketing.

Our city has all the features needed to make this happen, and I hope that the community and administrators can show the right attitude needed to develop networks and synergies to bring about these changes.

As for the consortia, they’re a fundamental bastion that protects our jobs. Italy must start to preserve our products, and the administration should be involved in safeguarding the quality of our products from imitations coming from all around the world.

Credi che in Italia le produzioni tradizionali siano tutelate? Quali sono gli aspetti da valorizzare?

Untitled-1In Italia le produzioni tradizionali sono tutelate, ma non lo sono nel resto del mondo. L’Italia deve fare sistema, deve fare rete, lo sosteniamo da tanto, forse troppo, tempo.

Deve iniziare a valorizzare le sue eccellenze,puntando i piedi perché il mondo le ama, ma non sono imitabili. Non pensiamo che ad imitare siano solo i Paesi emergenti: le più grosse imitazioni provengono dagli Stati Uniti e dal Canada quindi ci dobbiamo rendere conto che questo problema è ormai radicato ed antico

 

 

Do you think that traditional products are protected in Italy? What aspects should be valued?

In Italy our productions are protected, but not outside of the country. Italy must create a system to keep them safe; this has been our long-standing position. We have to value our excellence without yielding, because the world loves our products, but they’re unique and cannot be imitated. Many believe that only emerging countries are trying to replicate our creations, but most of the imitations come mainly from the USA and Canada, so we have to recognize this as a deep-seated ancient problem.

 

Modena si è riscoperta come tappa del turismo enogastronomico negli ultimi anni, pensi che il territorio e la città siano pronti a rispondere a questo flusso ?

 

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Credo che questo percorso di riscoperta sia già stato avviato, lo vediamo dai tanti turisti che oggi arrivano a Modena. Abbiamo una serie di situazioni che ci fanno capire come Modena e gli imprenditori stessi, i cittadini, abbiano il desiderio di cavalcare l’onda del turismo.  E’ chiaro che si tratta di un campo  molto delicato, servono tanta professionalità ed attenzione, quindi mi auguro che la città possa sempre più interfacciarsi con un turismo adeguato alle proprie eccellenze e, magari, sviluppare figure professionali sul turismo, attraverso università e istituzioni.
Questo è un aspetto fondamentale, perché il turismo non può essere gestito in maniera improvvisata.

 

 
In the last few years, Modena has been rediscovered as a must-visit place for gastronomic tourism. Is the city ready for this?

 

I believe this process has already started, we can see it from the number of tourists coming into Modena. We have a series of examples that make us understand how Modena, entrepreneurs, and citizens desire to ride the wave of tourism.

Clearly, this is a delicate field; professionalism and attention to detail are a must, so I hope that the city can increasingly interface with tourism that is adequate to its excellence, and perhaps develop professional tourism figures by collaborating with universities and institutions.

This is a key aspect because tourism can’t be managed by improvising.